Eccoci qua. Il tanto atteso quanto temuto giorno della partenza è arrivato finalmente.
Sto scrivendo dall'aereo, in questo momento dovremmo essere da qualche parte sopra l'oceano atlantico, vicino alla Groenlandia stando a quello che dice il monitor di fronte a me.
Forse sarebbe meglio se dormissi un po', visto che stamattina la sveglia è suonata alle sei.
Per fortuna i miei hanno deciso di andare a dormire in albergo vicino a Malpensa (da dove partiva il primo aereo), altrimenti sarebbe stata una levataccia ancora peggiore.
Devo dire che il mio ultimo giorno in Italia è stato alquanto sofferto.
Mi aspettava la tanto rimandata preparazione della valigia!
Non vi nascondo che è stata una faticaccia. Non immagino cosa avrei pensato se fossi stata nei panni di mia madre quando, entrando in camera mia, si è trovata davanti una figlia esasperata, seduta su una valigia che oggettivamente non si sarebbe chiusa neanche se avesse pregato in arabo.
Per fortuna questa scena patetica ha scatenato il suo istinto materno e mi ha aiutata prima che buttassi tutto fuori dalla finestra dal nervoso.
Ovviamente nel mio ultimo giorno non sono mancati i pianti, i saluti alle persone più importanti della mia vita sono stati veramente difficili. Mi sembra impossibile non vederli più per così tanto tempo.
Mi sembra impossibile che un esperienza così importante dovrò viverla senza di loro. Anche se in realtà saranno sempre con me, grazie al supporto che tutti mi danno. La vivranno attraverso i miei occhi.
La sera i miei genitori e mio fratello mi hanno portato fuori a cena e mi sono resa conto che sarà dura pensare di rimanere senza vero cibo italiano per dieci mesi! Ho mangiato così tanto che ero convinta mi sarebbe venuto un abbocco di quelli fotonici, il che non mi dispiaceva perché almeno mi sarei risolta il problema della temuta insonnia per l'ansia da partenza. La speranza è l'ultima a morire, no?
Beh la mia è morta appena mi sono distesa a letto e il mio cervello ha cominciato a girovagare fuori controllo. Neanche mi ricordo a cosa pensassi, un po' di tutto potremmo dire. Ricordi, speranze, progetti, emozioni.. cercavo di realizzare che la mia vita sta per cambiare drasticamente.
In realtà neanche ora che sono qua, sospesa a 36000 piedi di altezza, mi rendo conto che non tornerò a casa per dieci mesi. Mi sembra di stare partendo per una qualsiasi vacanza. Mi sento come in una bolla di sapone, sembra che le cose succedano senza che io me ne accorga. Ho preso l'aereo a Malpensa, tre ore di scalo a Francoforte, qualche nugget al Mac Donalds dell'aeroporto (giusto per entrare in un 'american moood'), e poi di nuovo in aereo verso New York.
Sembrava tutto così lontano, ipotetico, che ora che è qui davanti a me non mi sembra vero.
Mi aspettano tre giorni nella Grande Mela, il che mi elettrizza dato che non l'ho ancora mai visitata.
E dopo via, verso la mia nuova casa, la mia nuova famiglia, la mia nuova vita.
Via, verso nuove emozioni, verso una nuova me stessa.
Via, verso l'esperienza che mi cambierà, che mi farà crescere.
Via, via verso il mio sogno finalmente diventato realtà.
Ai miei amici e a tutti quelli che mi sono stati vicini ci tengo a dire solo che tutti i messaggi che mi avete scritto, tutte le volte che mi avete detto di non preoccuparmi, che sarebbe andato tutto bene, che avreste voluto venire via con me, non sono state parole al vento. Non è stato fiato sprecato. Mi avete dimostrato che non sono sola. Ogni 'ti voglio bene', ogni 'mi mancherai', ogni 'sarò qui a aspettarti', è importante. È importante perché è grazie a voi se sono salita su questo aereo, è grazie a voi se ho creduto in me stessa. È grazie a voi che mi avete ascoltato, consolato e rassicurato fino alla nausea, è grazie a voi che mi avete sopportato che io sono qua. Non ce l'avrei fatta senza di voi. Vi voglio bene, ci rivedremo presto ve lo prometto.
NEW YORK CITY,
ORE 22.46 locali
04.46 italiane
Non dormo da 24 ore. Dire che sono stanca sarebbe riduttivo.
Dire che sono felice sarebbe riduttivo.
Dire che che amo questa città sarebbe riduttivo.
Mi sento molto americana in questo momento, non ho più le mezze misure.
Tutte le mie sensazioni mi sembrano così enormi, quasi come se stessi per scoppiare.
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