Diary of an italian wannabe-writer teenager.

Here is a sneak peek into my dreams, my thoughts, my fears, my hopes.. a sneak peek into my world. I'm gonna talk about whatever comes to my mind, whatever I either love, hate or just feel like I have something to say about. It's gonna be random. It's gonna be sarcastic. It's gonna be harsh, sad, ruthless, disorganized. It's gonna be me.
Hope you enjoy it.

Feel free to comment.

I.

sabato 21 settembre 2013

FALLING IN LOVE

Hi lovely folk!
Long time no seeing..
Scusate, ma qua la vita viaggia veramente a un ritmo folle!

Ci sono un bel po' di novità dall'ultima volta che ci siamo lasciati.
Per prima cosa, terrorizzata dalla qualità del cibo, mi sono iscritta alla squadra di cross country (corsa campestre per chi non lo sapesse).. dov'è il problema direte voi? 
Il problema è che a me non è mai piaciuto correre. 
Perché mi sono inscritta allora?
Perchè le squadre sportive dopo scuola sono il miglior modo per fare amicizia.. 
Chi immaginava che anche una cosa faticosa e individuale come la corsa potesse invece trasformarsi in uno dei momenti più attesi della mia giornata?
Due ore di allenamento dal lunedì al venerdì, che ci sia sole, pioggia, neve o un uragano.
E mi tocca ammettere che inizia pure a piacermi!

Mi mancavano le bellissime sensazioni che solo uno sport ti può dare. 
La soddisfazione che si prova nel vedere i propri miglioramenti giorno dopo giorno.
La gioiosa spossatezza alla fine di ogni allenamento.
Spingersi ogni volta un po' oltre i propri limiti, non mollare.
Il calore di una squadra, la pacca sulla spalla di chi sa quanto impegno ci vuole.
Stringere i denti, passo dopo passo, le gambe che fanno male, il tuo orgoglio che non ti permetterebbe mai di fermarti proprio adesso.
Non serve arrivare primi per essere dei campioni.
Un campione è chi non molla, è chi si rialza ogni volta, è chi ha il coraggio di affrontare le sfide.
Un campione è chi scopre i suoi limiti e non ha paura di superarli.
Un campione è chi tira fuori i suoi sogni dal cassetto e inizia a renderli realtà.

Bisogna però dire che la scuola qua non è certo quella dei campioni. Non so se sia per le classi che ho scelto io, ma fino a adesso non ho avuto nessuna particolare difficoltà.
La mia schedule prevede AP Biology, Psichology, Study Hall (un ora dove studiare o fare compiti), Photography, US History, Trigonometry e English 4.
I ragazzi sono tutti gentili e mi fanno morire dal ridere con le loro strane idee sull'Italia, tipo 'avete la pizza?', 'Vivi in una casa?', 'Credo che sia una delle isole più belle'.

Tutto questo mi fa davvero riflettere su quanto sono fortunata ad aver sempre avuto la possibilità di viaggiare, di vedere il mondo, di conoscere culture diverse.
Per molti di questi ragazzi, che non sono quasi mai usciti da questo minuscolo paesino di 3000 anime, anche le due ore per andare a Chicago sono un emozione.
Vorrei tanto sapere cosa pensano di me, che parlo tre lingue e ho visto posti che loro possono solo immaginare attraverso una fotografia. 
Vorrei sapere cosa pensano di questa ragazza che viene dalla 'gettonatissima' Italia, paese delle mille avventure.
Vorrei sapere cosa pensano di una diciassettenne che lascia la romantica città di Romeo e Giulietta per andare a vivere in un anonimo paesino nella campagna americana.
Devo sembrargli impazzita.
Invece per me, anche la più piccola cosa, dai semplici sorrisi nei corridoi della scuola ai marshmallow sul fuoco, dalle uova con il bacon alle canzoni country, tutto quanto è una nuova emozione.
Quando mai mi capiterà ancora di vedere carrozze di famiglie Amish su una strada asfaltata e non trovarle fuori posto?
Quando mai mi capiterà ancora di tifare la squadra di football al venerdì sera?
Quando mai mi capiterà ancora di andare a scuola in ciabatte, con addosso una maglia oversize e dei vecchi pantaloni della tuta e non essere squadrata dall'alto al basso?
Quando mai mi capiterà ancora di sentire l'inno nazionale ogni giorno a mezzogiorno su ogni stazione radio?
Quando mai mi capiterà ancora che un ragazzo mi chieda di recitare in un cortometraggio perché 'your italian accent is so cool'?
Di mangiare i cookies più buoni del mondo? Di dover finire i miei compiti seduta su un autobus giallo perché ho passato il pomeriggio a una gara di cross country?
Di essere sgridata perché 'quando si attraversano le rotaie del treno non si deve parlare'? Di partecipare a un bonfire?
Di cantare canzoni country a squarciagola non azzeccando una parola? Di sognare in una lingua che non è la mia? 

Certo, non è tutto rose e fiori.
Ci sono momenti in cui la nostalgia e la tristezza prendono il sopravvento.
Momenti in cui senti le lacrime pungerti gli occhi, momenti in cui non hai più nessuna certezza.

Ma non sono niente comparato a quello che sto vivendo. 
E' davvero difficile spiegare quello che sto provando, non sono sicura che chi non lo abbia vissuto sulla propria pelle possa capire.
Tutto quello che mi viene da dire e che mi sto innamorando.

Mi sto innamorando della mia America.


"One day, in retrospect, the years of struggle will strike you as the most beautiful."

-Sigmund Freud
I.

lunedì 2 settembre 2013

SUMMER IS OVER

Sono passati già 21 giorni da quando sono salita su quell'aereo. 
504 ore da quando la mia avventura è cominciata.
Questa America, la mia America, la sto appena conoscendo.
La mia storia qui è ancora tutta da scrivere.

Mi sento come quando stai guardando il foglio di quell'esame importante che ti è appena stato consegnato.
Le uniche cose scritte sono il tuo nome, la data, magari la tua classe. Hai le richieste degli esercizi, chiamiamole 'linee guida' : quando arrivo, dove vado, quando inizia la scuola, il giorno del ringraziamento, gli stereotipi presi dai mille telefilm che adoro guardare. 
Il resto è bianco. Pulito. Vuoto. Pronto a essere riempito. Non importa che tu sia pronto o no, in qualche modo te la dovrai cavare. Non importa quanto hai studiato, quanto tu ti sia impegnato, c'è quel momento in cui lo stomaco si stringe e le mani ti iniziano a sudare. La testa completamente vuota, anche se il problema che hai davanti è il più semplice del mondo. Si sa, spesso ciò che facciamo più fatica a vedere è ciò che si trova proprio di fronte a noi. 
Poi però i tasselli cominciano a prendere posto e la tua penna inizia a scrivere in modo fluente, quasi come se sapesse da sola le risposte. Certo ogni tanto sbaglierai, dovrai tornare indietro, cancellare, riscrivere.
Ma non ti spaventa più, perché ormai sai che ce la puoi fare e tutto andrà per il meglio.
Ecco come mi sento. Solo che di fronte a me non c'è un esame su carta, ma uno che devo vivere.
C'è un paese, una lingua, una cultura che devo scoprire. 
La mia America.
La mia storia.
E sto iniziando a scriverla.

E' una storia che parla di verde, alberi, campagna.
Parla di un paesino, parla di una famiglia.
Parla di motocross, di wakeboard, di laghi.
Parla di marshmallow sul fuoco, di biscotti alla menta, di patatine all'aceto.
Parla dei cheeseburger più buoni del mondo, degli hot dog, del pollo marinato.
Parla di pasta scotta e caffè annacquato, parla di burro d'arachidi.
Parla di pick up, di canzoni country a tutto volume. 
Parla dello sconcerto nel sentire le voci vere degli attori. 
Parla di partite di football, del basket in televisione.
Parla di congelare per colpa dell'aria condizionata troppo forte, parla di odiose punture di zanzare.
Parla dei messaggi con gli amici in Italia, di videochiamate, di nostalgia.
Parla di tanti piccoli momenti quotidiani, parla di una vita che si intreccia con molte altre.
Parla di una ragazza di diciassette anni che cerca di dimostrare a se stessa di potercela fare.
Parla di me, delle mie paure e delle mie speranze. Della mia felicità e dei momenti di sconforto.
Parla di come domani entrerò per la prima volta nella mia nuova scuola. 
Da sola, in mezzo a mille ragazzi che non conosco e che parlano una lingua diversa dalla mia. 
Credo sia normale quest'ansia che comincio a sentire. 
Farò amicizia facilmente? Ci metterò mezz'ora ad aprire il mio armadietto? Riuscirò a salire le scale senza inciampare? Troverò tutte le mie classi? O mi perderò in quel labirinto di scuola?
Più ci penso, più mi agito, più mi ripeto che andrà tutto bene.

La mia estate è ufficialmente finita e per la prima volta, ne sono felice.


I.