Cosa mi manca di più dell'Italia?
Non lo so.
Mi mancano mote cose, dipende dai momenti.
Però non ho ancora avuto nessuna crisi di nostalgia, nessun pianto incontrollabile, nessuna voglia di tornare a casa.
Per fortuna la mia famiglia è gentile e simpatica. Beh un po' tutti lo sono.
Qui è così diverso.
Non migliore o peggiore, semplicemente diverso.
Ogni tanto mi sembra di guardare un film, di guardare la vita di qualcun'altro.
Ogni tanto sono quasi sicura di essere lì lì per svegliarmi nel mio letto, nella mia camera, nella mia solita vita.
Sarà perché qui mi sento come se fossi a casa.
Mi sento come se questa cultura, questa lingua mi appartenessero da sempre. Come se fossero state qui ad aspettarmi.
Ma adesso vi racconto dei primi giorni nella mia casa oltreoceano.
Tanto per iniziare, devo ancora finire di disfare le valigie (scusa mamma).
Non so bene perché ma credo che averle lì sia una sorta di difesa, un modo per non rendermi conto che starò lontano dall'Italia per tutto questo tempo.
Credo che sia la mia barriera contro la nostalgia.
Non so bene perché ma mi sento come se, appena le mie valigie saranno vuote, appena mi sarò ambientata, il mio sogno svanirà.
Perché è questo che succede con i sogni.
Passi talmente tanto tempo ad aspettarli che quando sono qui, reali, quando li stai finalmente vivendo, hai il terrore che ti svaniscano tra le mani.
Hai il terrore di non viverli appieno.
Perché i sogni sono effimeri. Brevi. Transitori. Fugaci.
Eppure continuiamo a inseguirli, perché ne vale la pena.
Eccome se vale.
Ma mi sono di nuovo allontanata da quello che in realtà è lo scopo di questo post: raccontare i miei primi giorni in questa terra "straniera".
Beh, quando sono arrivata ero decisamente stonata.
Forse per il fatto di non aver dormito per 30 ore, forse perché mi rendevo conto che quello era in realtà il vero inizio della mia avventura.
All'aeroporto c'era tutta la famiglia e siamo andati a mangiare l'immancabile enorme cheeseburger.
" Benvenuta in America Ilaria! ".
In questa settimana ho già provato motocross, wakeboarding, tubing (viene attaccato un ciambellone dietro alla barca e ti trainano) e un gioco che non mi ricordo come si chiama.
Ha più a meno le regole del golf, solo che invece di usare mazza e palline devi lanciare un frisbee.
Il che non sarebbe neanche male se non lo giocassero in mezzo al bosco.
Questo vuol dire che il mio caro frisbee, visto che sono negata, continuava a finire tra i rovi oppure andava a sbattere contro un albero.
Ciliegina sulla torta, avevo deciso di mettere le ciabatte e.. ho pestato su un serpente!
Credo di aver fatto un mezzo infarto ahah
Non sono mancate le classiche figura di merda, i classici 'misunderstanding' , non sono mancate le risate e piccoli momenti di sconforto.
Ho scelto le materie per la scuola.
Ho conosciuto altri exchange e le loro famiglie ospitanti.
Sono andata a farmi un giro per la cittadina in bicicletta.
Ho mangiato schifezze.
Mi sono sentita in colpa.
Sono andata a comprarmi della verdura.
Ho cucinato la pasta.
Ho chiamato i miei amici in Italia.
Ho visto il più stupido film mai girato.
Mi sto abituando ai ritmi della mia nuova vita.
Cos'altro c'è da fare in una settimana?
Stay tuned!
I
Stay tuned!
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