Diary of an italian wannabe-writer teenager.

Here is a sneak peek into my dreams, my thoughts, my fears, my hopes.. a sneak peek into my world. I'm gonna talk about whatever comes to my mind, whatever I either love, hate or just feel like I have something to say about. It's gonna be random. It's gonna be sarcastic. It's gonna be harsh, sad, ruthless, disorganized. It's gonna be me.
Hope you enjoy it.

Feel free to comment.

I.

domenica 24 agosto 2014

NEW ERA

Dopo sette mesi di abbandono ho deciso di riprendere il mio blog. O meglio, di rinnovarlo. 
Per chi non lo sapesse, era nato come diario della mia esperienza come exchange student in Michigan, uno degli stati della regione dei Grandi Laghi, al confine tra Stati Uniti e Canada. Se siete dei rapper mancati, fanatici di Eminem, guidate una Chrysler o seguite 'Il banco dei pugni' su DMAX, vi aiuterà sapere che mi trovavo esattamente a metà tra Chicago e Detroit. Se ancora non avete idea di cosa sto parlando, www.google.it fa al caso vostro. E vi consiglio di smettere di leggere qua e dedicarvi invece a ottenere un qualche tipo di cultura generale.
In ogni caso ho deciso di trasformare il mio blog: da diario di viaggio a luogo dove dare libero sfogo al corso dei miei pensieri, dove parlare di qualsiasi cosa mi passi per la testa, di qualsiasi cosa mi piaccia o che odi, dove lasciar correre riflessioni, paure, speranze.
Un luogo dove rifugiarmi quando sono in difficoltà, quando ho voglia di restare sola. Un luogo dove sfogarmi e poter scrivere ciò che magari non ho il coraggio di dire. Un luogo dove poter svuotare la mente dalla bufera di parole che la affolla. Un luogo dove poterle mettere in ordine, dove poter riflettere su me stessa e il mio modo di pensare. 
Ma perchè scrivere pubblicamente su un blog e non semplicemente per me stessa?
In realtà non lo so, credo che in qualche modo mi piaccia il fatto che chiunque possa leggere e commentare, che chiunque possa magari portarsi dentro un pezzetto di me anche senza conoscermi. Sarà che nella vita reale sono una di quelle persone 'a pentola a pressione', una di quelle che le loro emozioni le tengono tutte dentro, che appaiono sempre sorridenti, un vulcano dormiente. Visto da fuori sembra tutto calmo, ma dentro ribolle di mille pensieri. Questo non vuol dire che io sia una senza spina dorsale o che si lasci mettere i piedi in testa, ma semplicemente che faccio fatica ad aprirmi con gli altri, faccio fatica a fare affidamento sugli altri, a mostrarmi vulnerabile. Non voglio parlare dei miei problemi, delle mie preoccupazioni, perchè ognuno ha già la proprie ed io non voglio dovergli addossare pure le mie stupide ansie da ragazzina di diciotto anni. Me la cavo da sola. Presuntuosamente mi sento di non aver bisogno di contare su nessuno oltre che su me stessa. Questo ancora non vuol dire che io sia un' isola, sola e senza amici, ma solo che ogni tanto mi sento come se molti dei rapporti che intreccio siano superficiali. Come se le persone che fanno parte della mia vita sia lì giusto perchè c'era uno spazio vuoto che andava riempito. Non perchè io senta il bisogno di condividerla con loro. Ogni tanto tutto questo mi spaventa. Mi spaventa l'idea di non riuscire ad attaccarmi, di non riuscire a fidarmi completamente. 
Mentre molte altre adolescenti sognano ancora di veder arrivare il principe azzurro in sella al suo cavallo bianco, io semplicemente vorrei qualcuno con cui riuscire a confidarmi, qualcuno con cui sentirmi al sicuro, qualcuno con cui poter essere vulnerabile. Qualcuno con cui sentirmi a mio agio nel lasciar cadere tutte le mie maschere, la mia armatura, qualcuno con cui non dover fingere di essere sempre forte. 
Ecco perchè voglio che il mio blog sia pubblico. Mi dà come l'dea, l'illusione di aprirmi, di mettermi nudo. Alla fine, se non riesco a farlo con una persona sola, tanto vale farlo con tutti no? 
E come diceva William Gaddis: "oggi la critica è l'arte di cui abbiamo più bisogno", per cui sentitevi liberi di commentare e di esprimere le vostre opinioni.

"Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire."
- George Orwell


I.

lunedì 27 gennaio 2014

METAMORFOSI

Ieri mi sono trovata davanti a una delle scelte più ardue da quando ho messo piede qui in Hamburgerlandia. Ma lasciate che vi dia un po' di contesto: ora di cena, siamo in giro per negozi e mi viene proposto di andare a mangiare da NOODLES&CO. Il mio orgoglio italiano avrebbe dovuto impedirmi di mettere piede in un fastfood dedicato alla pasta ma credo che negli ultimi mesi sia andato lentamente svanendo mentre mi trasformo in questo strano ibrido onnivoro comunemente conosciuto come exchange student. Quindi, cinque minuti dopo varco la soglia di quello che sarà il cimitero di quel poco che ne restava. Propongono svariati tipi di pasta dagli pseudo nomi italiani tipo 'pasta fresca' e 'penne rose' ma la mia attenzione viene catturata da due soli piatti: mac&cheese o spaghetti with meatballs?
E quando mi ci sono voluti dieci minuti buoni per decidermi ho capito di essere diventata troppo americana.

Ho ormai scavallato nella seconda metà della mia esperienza. Cinque mesi in salita e cinque in discesa giusto? Certo che no. Un continuo di alti e bassi da far venire la nausea. Sono quasi sicura di essere diventata bipolare. E sono felice di esserlo. Ma allo stesso tempo lo odio. Sono senza speranza.

La mia ignoranza ha raggiunto livelli apocalittici. Dal 13 agosto le uniche notizie che ho letto riguardavano la telenovela di Miley Cyrus, il parto di una delle Kardashian e Justin Bieber convinto di vivere dentro a GTA 5.
Stasera prometto che mi guardo il TG online, così allevio i sensi di colpa.

Mi ricordo come, durante le prime settimane che ho passato qua, la mia host mum avesse ripetutamente espresso la sua enorme incredulità su come le persone siano convinte che in Michigan ci sia freddo 24/7 dodici mesi all'anno. Veramente assurdo. Incredibile. Davvero non riesco a farmene una ragione. Qui non fa mai freddo: si gela. Anzi, dire che si gela è riduttivo. Nevi perenni da ottobre a nonsoquando, impossibile stare fuori per più di 15 minuti per rischio congelamento, pupazzi di neve che bussano alle porte nella speranza di essere accolti e potersi squagliare davanti al camino. Perfino i pinguini migrano verso la Florida.
Lati positivi? Scuola chiusa ogni due per tre. Come oggi per esempio. Come venerdì scorso. Come i cinque giorni extra di vacanze di natale. O le 8521749 ore saltate perchè apriva in ritardo.

Perchè gli americani sono la popolazione con il più alto tasso di obesità? Fast food direbbero tutti. Poca attività fisica. Ma la vera ragione è questa relazione di amore-odio con le splendide 'free refills'. Mi spiego meglio: perchè bere qualcosa di gratuito e salutare come l'acqua quando puoi pagare due dollari e avere tutta la coca cola che vuoi? Già, in qualunque ristorante, fast-food o pseudo camioncino ambulante che venda qualcosa di più o meno commestibile, se prendi una qualsiasi bibita hai diritto a riempire il tuo bicchiere quante volte vuoi. All'infinito. Il che può sembrare la cosa più eccitante del mondo agli occhi di una diciassettenne italiana abituata a dover pagare anche l'aria che respira.

Considero accettabile il classico annacquato caffè americano. Non mi dà fastidio dividere la pizza con altre 27 persone. Mi sono rassegnata a passare noiose giornate sul divano a cambiarmi lo smalto mentre siamo bloccati in casa per la neve. Ho imparato a riconoscere le vere voci degli attori. Ascolto musica country. Non so come farò a mangiare insalata senza ranch. Non riesco a immaginare la mia vita senza mangiare Taco Bell almeno una volta a settimana. O senza il caffè di BiggBY. Mi dimentico parole in italiano. Non mi ricordo il sapore dello spritz. Gli aperitivi sono un ricordo talmente lontano che ogni tanto penso di essermeli solo sognati. Davvero vivevo in Italia fino a cinque mesi fa? Davvero esiste una cosa chiamata acqua gasata? Non mi ricordo più  che sapore ha. Acqua probabilmente. Ho tristemente scoperto che la smart water non ti rende più intelligente. Il calcio è considerato più uno sport da ragazze. Conosco le regole del football. Le partite di basket della squadra della scuola al venerdì pomeriggio sono un appuntamento imperdibile. La pronuncia corretta di NIKE è 'naiki'. Mi sento strana quando mi trovo a pensare in italiano. L'unica parola spagnola che mi ricordo è 'hola'. Sono una fanatica dello shopping online.

Quante cose sono cambiate. Quante cose cambieranno.
Sono cresciuta. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose che prima davo per scontate. Mi sono resa conto di essere più forte di quanto avrei mai pensato. Sono riuscita a non perdermi per strada. A cambiare rimanendo me stessa. Ma sono solo a metà del mio viaggio, è tutto ancora da vedere. E' tutto ancora da vivere.