Diary of an italian wannabe-writer teenager.

Here is a sneak peek into my dreams, my thoughts, my fears, my hopes.. a sneak peek into my world. I'm gonna talk about whatever comes to my mind, whatever I either love, hate or just feel like I have something to say about. It's gonna be random. It's gonna be sarcastic. It's gonna be harsh, sad, ruthless, disorganized. It's gonna be me.
Hope you enjoy it.

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I.

venerdì 16 agosto 2013

PORTRAIT OF NYC

Scrivo di nuovo dall'aereo, il terzo di questa settimana. Ma non ancora l'ultimo.
Mi piace volare, ti fa vedere il mondo da un'altra prospettiva.
Ti permette di avere la testa fra le nuvole senza staccare la spina al cervello.

Ma torniamo a parlare di New York City. 
Per prima cosa cosa i grattacieli sono troppo alti. 
Finalmente capisco come si deve sentire una formica, piccola e insignificante. In cerca del modo per sembrare più maestosa e importante. 
Beh in realtà credo che le formiche cerchino solo il modo di sopravvivere, mentre sono io che, abituata alla mia vecchia Verona, mi trovo spaesata, non so come reagire di fronte a una città così.
Se dovessi paragonare NYC a qualcosa di reale, di tangibile, credo che probabilmente sarebbe un liquido. 
Qualcosa senza una forma definita, qualcosa in continua metamorfosi. 
Qualcosa che non si ferma mai.
Cambia, si adatta, si allarga. Un cantiere a cielo aperto. La città che non dorme mai.
La città di chi va di fretta, la città di chi non si ferma, la città di chi vuole di più.
La città dove puoi essere che vuoi.
Nessuno fa caso a come ti vesti, al tuo taglio di capelli. 
Sei solo uno dei tanti sguardi in un immenso oceano di volti.
Ma per questo stesso motivo è una città dove è facile sentirsi spaesati, soli.
Finchè non trovi il treno diretto dove vuoi andare tu, e inizi un viaggio con persone che suonano la tua stessa canzone. 
E se non esiste, nessuno ti impedisce di farne partire uno nuovo.

NYC è una città difficile da capire.
Cosa si nasconde dietro tutte quelle luci ammalianti e accecanti?
Dove vanno tutti quei taxi gialli? Dove corre tutta questa gente?

NYC è dove il vecchio e il nuovo si fondono in un armonia perfetta. 
È dove sopravvivere è un arte non da tutti.
È dove devi imparare a guardare oltre alle belle luci, oltre alle apparenze, fino al cuore pulsante di questa città.

NYC non è una città dove vivrei tutta la vita.
È un passaggio, una stazione di transito. 
È dove capire cosa vuoi fare, dove trovare il coraggio e la forza di realizzare i tuoi sogni. 
È l'esaltazione della personalità individuale, se non ne hai vieni inghiottito.
Ma non puoi restare qui per sempre, perché tu ad un certo punto tu ti fermerai, mentre lei no.
E tu diventerai una semplice ombra, grigia e spenta, in una città in esplosione. 
Diventerai parte dei muri, parte del contorno della vita di altri.
Devo ammettere che questa città mi incute un po' di timore, ti sprona a metterti in gioco, ad affrontare la paura di non potercela fare, ma cosa succede se non sei tu ad avercela vinta?

Ma cambiando argomento.. i propositi di non ingrassare?
Tutti in fumo.

Appena finisci la frase "Beh oggi a pranzo mi prendo un'insalatina leggera dai", ecco che arriva subito qualcuno che inizia un monologo su quanto sarebbe meglio per te , per l tua felicità e per la pace nel mondo se tu mangiassi uno dei suoi deliziosi hot dog. Un diavolo tentatore con delle ottime motivazioni non credete? Come si può dire di no?

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