È arrivata anche la conferma della mia data di partenza. Il 13 Agosto.
Devo dire che un po' me l'aspettavo. O forse sarebbe meglio dire che ci speravo.
Il 13 è sempre stato il numero della mia vita, il mio numero fortunato.
Compio gli anni il 13 giugno, mio fratello il 13 maggio, mio papà il 13 luglio e mia mamma il 31 luglio (la solita bastian contraria).
Da piccolina ero davvero ossessionata.
Alla lotteria sceglievo sempre il numero 13.
Nell'elenco della classe quasi tutti gli anni sono stata il numero 13.
Per calmarmi contavo fino a 13. Bevevo 13 sorsi d'acqua.
Ogni volta che facevamo un viaggio, contavo quello che vedevo fuori dal finestrino: 13 alberi, 13 macchine rosse, 13 cartelli. E arrivata al 13 o cambiavo oggetto o mi rifiutavo di andare avanti, smettevo di contare.
Poi mi ricordo ancora come mi arrabbiavo quando mi dicevano che era un numero sfortunato!
Non so bene perché io mi sia attaccata morbosamente a questo numero. Non sono una persona superstiziosa. Sono abbastanza sicura di me, non cerco scuse per quello che mi succede. Credo che ogni avvenimento, anche il più piccolo, sia semplicemente una conseguenza delle scelte che ognuno fa, e una causa di ciò che verrà dopo.
Eppure il numero 13 è per me una rassicurazione, un modo per convincermi che andrà tutto bene.
Probabilmente il ripetersi di questo numero è solo una strana coincidenza. Probabilmente molte delle volte che mi sembra di averlo trovato sono solo ricordi distorti da bambina. Probabilmente sto scrivendo la cosa più stupida del secolo. Ma in ogni caso, sapere che partirò per gli Stati Uniti quel giorno mi rassicura. Mi sento protetta, some se niente potesse andare storto.
Alla fine dei conti evidentemente ho solamente una gran paura. Sono terrorizzata.
Tutto di questa esperienza in realtà mi terrorizza.
Mi terrorizza non entrare più nel sicuro disordine della mia stanza.
Mi terrorizza non sedermi al solito banco, nella solita classe, con le solite facce.
Mi terrorizza la possibilità di non farcela, la possibilità di fare un solo stupido passo falso e mandare tutto all'aria.
Sono sempre stata abituata ad avere delle certezze, dei paletti, dei punti di riferimento. Sono sempre riuscita ad avere la mia vita abbastanza sotto controllo. Ma tra poco non sarà più così. Sto per saltare nel vuoto, e diciamo che schiantarsi al suolo farebbe male tanto quanto riuscire a superare questa prova mi renderebbe fiera di me. Tanto quanto mi farebbe crescere. Tanto quando mi darebbe la spinta per fare qualsiasi altra cosa.
Ecco perché ho bisogno del 13. Perché è una certezza. Insignificante certo, ma sempre una certezza.
È il mio paletto, il segno che mi indica che sto andando nella direzione giusta.
È un 'in bocca al lupo'.
È la mia conferma. L'appiglio che alla fine cerchiamo tutti quanti.
Io l'ho trovato.
E per quanto possa sembrare stupido, è un semplice, inutile numero.
E resta sempre il fatto che, partire sotto una 'buona stella' non ha mai fatto male a nessuno.
E resta sempre il fatto che, ogni volta che incrocio il numero civico 13 mi scappa un sorriso.
A diary of my wanderings, a little space to be myself, a little space to express myself. Just take a two minutes break from whatever you're doing, and dig in.
Diary of an italian wannabe-writer teenager.
Here is a sneak peek into my dreams, my thoughts, my fears, my hopes.. a sneak peek into my world. I'm gonna talk about whatever comes to my mind, whatever I either love, hate or just feel like I have something to say about. It's gonna be random. It's gonna be sarcastic. It's gonna be harsh, sad, ruthless, disorganized. It's gonna be me.
Hope you enjoy it.
Feel free to comment.
I.

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