Diary of an italian wannabe-writer teenager.

Here is a sneak peek into my dreams, my thoughts, my fears, my hopes.. a sneak peek into my world. I'm gonna talk about whatever comes to my mind, whatever I either love, hate or just feel like I have something to say about. It's gonna be random. It's gonna be sarcastic. It's gonna be harsh, sad, ruthless, disorganized. It's gonna be me.
Hope you enjoy it.

Feel free to comment.

I.
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lunedì 27 gennaio 2014

METAMORFOSI

Ieri mi sono trovata davanti a una delle scelte più ardue da quando ho messo piede qui in Hamburgerlandia. Ma lasciate che vi dia un po' di contesto: ora di cena, siamo in giro per negozi e mi viene proposto di andare a mangiare da NOODLES&CO. Il mio orgoglio italiano avrebbe dovuto impedirmi di mettere piede in un fastfood dedicato alla pasta ma credo che negli ultimi mesi sia andato lentamente svanendo mentre mi trasformo in questo strano ibrido onnivoro comunemente conosciuto come exchange student. Quindi, cinque minuti dopo varco la soglia di quello che sarà il cimitero di quel poco che ne restava. Propongono svariati tipi di pasta dagli pseudo nomi italiani tipo 'pasta fresca' e 'penne rose' ma la mia attenzione viene catturata da due soli piatti: mac&cheese o spaghetti with meatballs?
E quando mi ci sono voluti dieci minuti buoni per decidermi ho capito di essere diventata troppo americana.

Ho ormai scavallato nella seconda metà della mia esperienza. Cinque mesi in salita e cinque in discesa giusto? Certo che no. Un continuo di alti e bassi da far venire la nausea. Sono quasi sicura di essere diventata bipolare. E sono felice di esserlo. Ma allo stesso tempo lo odio. Sono senza speranza.

La mia ignoranza ha raggiunto livelli apocalittici. Dal 13 agosto le uniche notizie che ho letto riguardavano la telenovela di Miley Cyrus, il parto di una delle Kardashian e Justin Bieber convinto di vivere dentro a GTA 5.
Stasera prometto che mi guardo il TG online, così allevio i sensi di colpa.

Mi ricordo come, durante le prime settimane che ho passato qua, la mia host mum avesse ripetutamente espresso la sua enorme incredulità su come le persone siano convinte che in Michigan ci sia freddo 24/7 dodici mesi all'anno. Veramente assurdo. Incredibile. Davvero non riesco a farmene una ragione. Qui non fa mai freddo: si gela. Anzi, dire che si gela è riduttivo. Nevi perenni da ottobre a nonsoquando, impossibile stare fuori per più di 15 minuti per rischio congelamento, pupazzi di neve che bussano alle porte nella speranza di essere accolti e potersi squagliare davanti al camino. Perfino i pinguini migrano verso la Florida.
Lati positivi? Scuola chiusa ogni due per tre. Come oggi per esempio. Come venerdì scorso. Come i cinque giorni extra di vacanze di natale. O le 8521749 ore saltate perchè apriva in ritardo.

Perchè gli americani sono la popolazione con il più alto tasso di obesità? Fast food direbbero tutti. Poca attività fisica. Ma la vera ragione è questa relazione di amore-odio con le splendide 'free refills'. Mi spiego meglio: perchè bere qualcosa di gratuito e salutare come l'acqua quando puoi pagare due dollari e avere tutta la coca cola che vuoi? Già, in qualunque ristorante, fast-food o pseudo camioncino ambulante che venda qualcosa di più o meno commestibile, se prendi una qualsiasi bibita hai diritto a riempire il tuo bicchiere quante volte vuoi. All'infinito. Il che può sembrare la cosa più eccitante del mondo agli occhi di una diciassettenne italiana abituata a dover pagare anche l'aria che respira.

Considero accettabile il classico annacquato caffè americano. Non mi dà fastidio dividere la pizza con altre 27 persone. Mi sono rassegnata a passare noiose giornate sul divano a cambiarmi lo smalto mentre siamo bloccati in casa per la neve. Ho imparato a riconoscere le vere voci degli attori. Ascolto musica country. Non so come farò a mangiare insalata senza ranch. Non riesco a immaginare la mia vita senza mangiare Taco Bell almeno una volta a settimana. O senza il caffè di BiggBY. Mi dimentico parole in italiano. Non mi ricordo il sapore dello spritz. Gli aperitivi sono un ricordo talmente lontano che ogni tanto penso di essermeli solo sognati. Davvero vivevo in Italia fino a cinque mesi fa? Davvero esiste una cosa chiamata acqua gasata? Non mi ricordo più  che sapore ha. Acqua probabilmente. Ho tristemente scoperto che la smart water non ti rende più intelligente. Il calcio è considerato più uno sport da ragazze. Conosco le regole del football. Le partite di basket della squadra della scuola al venerdì pomeriggio sono un appuntamento imperdibile. La pronuncia corretta di NIKE è 'naiki'. Mi sento strana quando mi trovo a pensare in italiano. L'unica parola spagnola che mi ricordo è 'hola'. Sono una fanatica dello shopping online.

Quante cose sono cambiate. Quante cose cambieranno.
Sono cresciuta. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose che prima davo per scontate. Mi sono resa conto di essere più forte di quanto avrei mai pensato. Sono riuscita a non perdermi per strada. A cambiare rimanendo me stessa. Ma sono solo a metà del mio viaggio, è tutto ancora da vedere. E' tutto ancora da vivere.

martedì 30 luglio 2013

GOODBYES

Tempo di vacanze anche per me, finalmente. Niente di che, quattro giorni al Grand Hotel Carezza da una mia amica (<3).
Relax più totale.
Devo dire che ne avevo bisogno, ora che lo stress della partenza comincia a farsi sentire. 
Mancano 14 giorni, ci credete? 
È arrivato il momento dei saluti. I tanto odiati. 
Sono la parte più difficile, sia per chi saluta sia per chi viene salutato.
Sono ciò che non vorresti mai dover fare.
Per quanto mi riguarda io non li sopporto.
Non li sopporto perché fanno nascere in me la paura che, quando tornerò, non ritroverò chi ho lasciato.
La paura di perdere le persone a cui voglio bene.
Non li sopporto perché so benissimo che, durante questi dieci mesi, se qualcuno di loro avrà bisogno di me, io non ci sarò. 
Non ci sarò nei loro momenti più belli. 
Non ci sarò a tenergli la mano quando saranno emozionati.
A asciugare le loro lacrime.
A condividere i loro sorrisi.
E loro non saranno con me. 
Non saranno con me in questa importante esperienza.
Ma forse è proprio questo che la rende così importante, il fatto che dovrò farcela da sola.
E sono sicura che là troverò tante altre persone con cui condividere i miei migliori e peggiori momenti.
Troverò chi mi aiuterà, chi mi sosterrà durante tutta questa esperienza.
Chi mi aiuterà a crescere.
Chi mi insegnerà.
Chi mi asciugherà le lacrime.
Chi riderà con me.
Troverò chi mi mostrerà quel nuovo mondo in cui ho deciso di buttarmi.
Troverò chi me lo farà amare.

‟ 'Addio' gli ho detto,  
e in quelle cinque lettere c'era un mare infinito. „
 - Antonia Gravina

I.

mercoledì 17 luglio 2013

MESS IN MY HEAD

Non mi sembra vero che mancano solo 27 giorni.
27 giorni e poi vivrò dall'altra parte del mondo.
VEN-TI-SET-TE. Oddio.
Mi sembra impossibile.
Mi sembra quasi di guardare un film, di essere spettatrice alla vita di qualcun'altro.
È andato tutto così in fretta.
Non riesco a credere di aver trovato il coraggio di portare avanti un progetto simile.
Per la prima volta dall'inizio di questa esperienza non riesco a esprimere quello che sto provando.
Non riesco neanche a spiegarlo a me stessa. Non riesco a capire cosa mi passi per la testa.
Non riesco a immaginare come sarà la mia vita là.
Non riesco proprio a mettere in ordine i pensieri che mi affollano la testa.
Spero solo di essere veramente forte come dicono.
Spero solo di riuscire a godermi quest'esperienza al meglio.
Spero solo di riuscire a maturare e crescere.

Cristo alla fine non so neanche io cosa spero! Il punto è che mi sto trovando a non sapere più niente.
Non so cosa significhi la stretta allo stomaco che sento ogni volta che penso alla partenza. Ansia? Paura? Felicità?
Non so niente. E mi agito. E vorrei sfogarmi ma non trovo le parole per farlo. Pensavo che scrivere mi avrebbe aiutato a chiarirmi le idee ma non è cambiato un granché.
Alla fine spero solo che leggendo le mie paranoie qualche altro povero exchange student che si trova nella mia situazione si senta un po' rincuorato. Si senta meno solo. Sappia che qualcuno che lo capisce c'è.
Alla fine spero solo che qualche buon anima dica a me lo stesso. Che qualcuno mi dica che capisce davvero. Che lo ha vissuto. Che lo sta vivendo. Qualcuno che mi dica che davvero andrà tutto bene.

Perché andrà tutto bene vero? Certo che si.
..o almeno spero.

Sto delirando!
Non trovo le parole per descrivere come mi sento. E non mi succede mai.
Ho sempre qualcosa da dire, ma oggi no.
Oggi niente. Vuoto totale.

Il fatto è che sono sicura solo di due cose. E si oppongono una all'altra, ecco il perché di tutta questa confusione.
La prima è che mi mancherà tutto da morire. Mi mancherà la mia famiglia, i miei amici, il disordine della mia camera, i colori della mia bellissima città. Mi mancherà tutto da togliere il fiato.
E l'altra? Beh ragazzi, io non vedo l'ora di salire su quell'aereo.


















I.

lunedì 15 luglio 2013

LUCKY THIRTEEN

È arrivata anche la conferma della mia data di partenza. Il 13 Agosto.
Devo dire che un po' me l'aspettavo. O forse sarebbe meglio dire che ci speravo.
Il 13 è sempre stato il numero della mia vita, il mio numero fortunato.
Compio gli anni il 13 giugno, mio fratello il 13 maggio, mio papà il 13 luglio e mia mamma il 31 luglio (la solita bastian contraria).
Da piccolina ero davvero ossessionata.
Alla lotteria sceglievo sempre il numero 13.
Nell'elenco della classe quasi tutti gli anni sono stata il numero 13.
Per calmarmi contavo fino a 13. Bevevo 13 sorsi d'acqua.
Ogni volta che facevamo un viaggio, contavo quello che vedevo fuori dal finestrino: 13 alberi, 13 macchine rosse, 13 cartelli. E arrivata al 13 o cambiavo oggetto o mi rifiutavo di andare avanti, smettevo di contare.
Poi mi ricordo ancora come mi arrabbiavo quando mi dicevano che era un numero sfortunato!

Non so bene perché io mi sia attaccata morbosamente a questo numero. Non sono una persona superstiziosa. Sono abbastanza sicura di me, non cerco scuse per quello che mi succede. Credo che ogni avvenimento, anche il più piccolo, sia semplicemente una conseguenza delle scelte che ognuno fa, e una causa di ciò che verrà dopo.
Eppure il numero 13 è per me una rassicurazione, un modo per convincermi che andrà tutto bene.
Probabilmente il ripetersi di questo numero è solo una strana coincidenza. Probabilmente molte delle volte che mi sembra di averlo trovato sono solo ricordi distorti da bambina. Probabilmente sto scrivendo la cosa più stupida del secolo. Ma in ogni caso, sapere che partirò per gli Stati Uniti quel giorno mi rassicura. Mi sento protetta, some se niente potesse andare storto.

Alla fine dei conti evidentemente ho solamente una gran paura. Sono terrorizzata.
Tutto di questa esperienza in realtà mi terrorizza.
Mi terrorizza non entrare più nel sicuro disordine della mia stanza.
Mi terrorizza non sedermi al solito banco, nella solita classe, con le solite facce.
Mi terrorizza la possibilità di non farcela, la possibilità di fare un solo stupido passo falso e mandare tutto all'aria.
Sono sempre stata abituata ad avere delle certezze, dei paletti, dei punti di riferimento. Sono sempre riuscita ad avere la mia vita abbastanza sotto controllo. Ma tra poco non sarà più così. Sto per saltare nel vuoto, e diciamo che schiantarsi al suolo farebbe male tanto quanto riuscire a superare questa prova mi renderebbe fiera di me. Tanto quanto mi farebbe crescere. Tanto quando mi darebbe la spinta per fare qualsiasi altra cosa.

Ecco perché ho bisogno del 13. Perché è una certezza. Insignificante certo, ma sempre una certezza.
È il mio paletto, il segno che mi indica che sto andando nella direzione giusta.
È un 'in bocca al lupo'.
È la mia conferma. L'appiglio che alla fine cerchiamo tutti quanti.
Io l'ho trovato.
E per quanto possa sembrare stupido, è un semplice, inutile numero.

E resta sempre il fatto che, partire sotto una 'buona stella' non ha mai fatto male a nessuno.
E resta sempre il fatto che, ogni volta che incrocio il numero civico 13 mi scappa un sorriso.


venerdì 5 luglio 2013

INDIPENDENCE DAY

Ieri, 4 luglio negli Stati Uniti si festeggiava l' Indipendence Day.

Che quello Americano sia un popolo nazionalista e patriottico, è un fatto risaputo in tutto il mondo. Questo deriva probabilmente dal fatto che non hanno una vera e proprio storia culturale, ma sono un miscuglio di usi, costumi e tradizioni provenienti dai luoghi più disparati.
Così la gente ha cercato di identificarsi in qualcosa di più grande e di cogliere ogni momento, soprattutto le ricorrenze storiche, per ostentare orgogliosamente la propria devozione alla bandiera a stelle e strisce.
Tutto questo raggiunge il suo apice proprio il 4 luglio.
Questo è il giorno in cui si celebra l'adozione della Dichiarazione d'Indipendenza, con la quale le Tredici Colonie si distaccarono dal Regno Unito di Gran Bretagna.
Questo è il giorno in cui si celebra l'essere americani, nella buona e nella cattiva sorte.

Durante la giornata le istituzioni non indispensabili vengono chiuse, per permettere a tutti di festeggiare. 
La mattina gli americani assistono e partecipano alle parate organizzate nelle città più grandi, poi le famiglie si riuniscono per grigliate, barbecue o picnic. La giornata viene trascorsa quasi interamente all'aria aperta, fino alla sera quando vengono sparati i tanto spettacolari fuochi d'artificio, accompagnati dall'inno nazionale e altre canzoni patriottiche. 

Il tributo militare, detto 'Salute to the Union', avviene in tutte le basi e consiste nello sparare un colpo di pistola per ogni stato americano. Questa tradizione viene presa direttamente dal 1777, quando a Bristol vennero sparati 13 colpi, uno per ogni colonia, all'alba e al tramonto.

Credo che il patriottismo americano sia un elemento da lodare e imitare, soprattutto da noi italiani.
Perché viviamo in uno dei paesi più belli del mondo, pieno di storia, tradizioni e diversità culturali che lo rendono imperfetto ma unico. Ma noi non ce ne rendiamo conto.


dedicato a chi è fiero di essere ciò che è.

I.

sabato 29 giugno 2013

THIRST FOR KNOWLEDGE


«Perchè parti Ilaria?»

Sinceramente non so rispondere a questa domanda, non so risponderti amico mio. Vorrei poterti spiegare come mi sento, la felicità e l'eccitazione che provo, ma è impossibile. Vorrei farti capire che parto perchè è come un bisogno viscerale, incontrollabile. Come un' insaziabile fame di conoscere, di vivere, di rischiare.
Sai, una volta mi è stata detta una frase:
"Se amate qualcuno per la sua bellezza non è amore ma desiderio,
 se amate qualcuno per la sua intelligenza non è amore ma ammirazione,
 se amate qualcuno per la sua ricchezza non è amore ma interesse,
 se amate qualcuno e non sapete il perché, questo è amore."
Ecco, diciamo che è un po' come mi sento riguardo alla mia partenza. Non c'è un perchè, ci sono tante piccole cose che non so spiegare, tante grandi emozioni che non riesco a controllare. 
Potremmo dire che il motivo per cui voglio farlo si trova nel nome stesso di quest'esperienza: EXCHANGE STUDENT.

Exchange. Change. Cambio. Cambio di casa, cultura, amici, abitudini. Cambio della proprio vita, cambio di se stessi. Ma anche scambio. Qualcosa dai e qualcosa ricevi. Intreccio di culture. Compromessi. 
Imparare, insegnare. Donare un pezzettino di se stessi, del proprio paese, del poco che puoi aver imparato. Scambiarlo, sostituirlo con ciò che ti viene offerto.
Paura. Non capire più chi si è, non sentirsi a casa da nessuna parte. Paura di perdere la propria cultura, le proprie radici. 
Crescere. Imparare dai propri errori. Imparare che il mondo è casa tua. Ovunque. 
Sperimentare. Emozionarsi. Conoscere. Scoprire. Un mondo nuovo. Un nuovo te stesso. Nuove prospettive, nuovi valori, nuovi pensieri. Chi sono? Chi sarò? 
Guardare al di là del proprio naso. Staccarsi dalle sottane di mamma, volare via dal nido. 
Ricordarsi da dove si è venuti, come si è arrivati qui, grazie a chi si è arrivati qui. E quando ci si sentirà persi, smarriti, ricordarsi qual'è il proprio obiettivo. 
Credere. Credere in se stessi. Credere di riuscirci. Credere di poter volare da soli, di poter fare tutto ciò che si vuole. D'altronde, 'l'unico limite è quello che tu poni a te stesso'.
Superare questi limiti. Rialzarsi ogni volta che si cade. Avere il coraggio di fare un salto nel vuoto. 
Viaggiare. Il viaggio della vita. Il viaggio più importante: il mio.

Capisci ora perchè parto? Capisci perchè non riesco a rimanere qua? Io spero che tu ci riesca amico mio, perchè niente mi tratterrà. Lo so che mi ritieni egoista, ma questo è quello che devo fare. E' quello che ho bisogno di fare. Per me. Mi dispiace ferirti, renderti triste, farti sentire abbandonato. Ma questo non è un semplice anno della mia vita, è la mia vita in un anno.

dedicato agli amici ritrovati.



I.



lunedì 17 giugno 2013

FRIENDSHIP

Sabato c'è stata la mia festa di compleanno, e mi sono resa conto di quanto sarà difficile andare via.

Mi mancherete tutti, mi mancheranno le serate, le risate, gli abbracci. 
Mi mancheranno quelle poche parole con cui riuscite a farmi stare bene.
Mi mancherà ascoltare i vostri problemi, le vostre delusioni, i vostri successi.
Mi mancherà vedervi, mi mancherà anche semplicemente stare seduti al Mercedes, tra un aperitivo e un caffè.
Nonostante tutto, mi mancherà anche questa città, con i suoi difetti, i turisti, le solite quattro facce che mi danno una certezza.
Mi mancherete amici miei, grazie di tutto. 
Vi ringrazio per avermi capito, sopportato.
Vi ringrazio per avermi consolato, per avermi fatto ridere. 
Vi ringrazio per riempire le mie giornate, per essere la mia 'ancora di salvezza'.
Vi ringrazio per tutto quanto, siete la cosa più importante che ho. 
Mi ricorderò di voi, promesso. E tornerò presto.
Spero di trovarvi ancora qui, spero che mi aspetterete. 
E' difficile spiegare come mi sento, un altalena di emozioni tra felicità, tristezza, euforia e paura. Un miscuglio che, lo so, a volte mi rende insopportabile.
Però so anche che voi siete qua, e questo mi fa sentire fortunata.

Mi mancherete amici miei, non c'è altro da dire. Non ci sono altre parole.
Vi voglio bene.

‟ Ci sono persone che hanno un'anima speciale che le illumina,
 sono le persone pure con un grande cuore che emana dolcezza ed un'infinita bontà: 
sono solo quelle che conquistano il tuo cuore senza nessuna spiegazione. „

- Soumaya Serena


dedicato a chi mi è sempre affianco, anche quando diventa difficile. 

I.

venerdì 7 giugno 2013

ANOTHER YEAR OVER

Oggi è finita la scuola. FINITA. Niente più sveglie a orari improponibili, niente più verifiche, interrogazioni, niente più compiti. Niente di niente.
L'unica cosa che mi resta è una grande ansia. Già perchè la prossima volta che metterò piede in una scuola sarò dall'altra parte del mondo, sola, impaurita, nostalgica e non capirò una parola di quello che mi diranno.

Gli ultimi giorni di scuola sono arrivati troppo in fretta, il tempo è volato. E questo per me vuol dire che i due mesi di estate che ho davanti saranno ancora più veloci. Voleranno via in un attimo. 
Stamattina nella mia testa è scattato un campanello d'allarme, non so perchè ma ancora faceva fatica a rendermi conto dell'incombenza della mia partenza. Mancano 67 giorni. 1675 ore. Troppi pochi minuti. Troppi pochi secondi.
Pensieri pensieri pensieri che mi affollano la testa. Speranze, paure, ansie, progetti, cose da fare. Sarà all'altezza delle mie aspettative? O sto costruendo castelli in aria? Sarò capace di vivere 10 mesi senza la mia famiglia, i miei amici? E le persone là, mi guarderanno come un alieno? O mi capiranno e mi accoglieranno? 

Gli ultimi giorni di scuola mi fanno sempre guardare indietro, un altro anno è passato. Mi trovo a valutare tutto questo tempo. Quanto ne ho sprecato? Quante cose sono cambiate? Sono dove volevo essere? Come volevo essere? Quanti sogni, quanti progetti ho dimenticato in fondo a un cassetto? 
Quest'anno sono soddisfatta. Ho fatto delle scelte. Ho incontrato persone, alcune le ho ritrovate, altre le ho perse. Ho vissuto esperienze nuove. Ho acquistato fiducia in me stessa e nelle mie capacità. Ho passato momenti brutti e momenti indimenticabili. Ho viaggiato, ho visto. Sono cresciuta.
Tutto è molto diverso da come me lo immaginavo un anno fa. Ma non ho rimpianti. Nessuno. Perchè ogni scelta, ogni salto nel vuoto, ogni piccola cosa, l'ho fatta con la mia testa. L'ho fatta seguendo le mie idee, niente sguardi indietro, niente cambi di rotta. Non mi sono fatta mettere i piedi in testa, ho saputo reagire davanti alle difficoltà. Lungo la strada ho perso persone che consideravo importanti, mi ha sono resa conto di quanto poco io lo fossi per loro. E no ho trovate di migliori. Si sa, la gente viene, la gente va. Pochi sono quelli che restano. Ma sono felice di poter dire a tutti quelli che hanno cercato di cambiarmi, di farmi sentire inadeguata, che non ci sono riusciti. 

Gli ultimi giorni di scuola creano nuove speranze, nuovi progetti, nuove aspettative per l'anno che verrà. I miei prossimi ultimi giorni di scuola sarò a 7150 km di distanza da qui, in una cultura diversa, con una famiglia diversa, con amici diversi, con pensieri diversi. L'unica speranza che ho è quella di poter dire di avere appena finito l'esperienza più bella della mia vita. Di poter dire di non aver sprecato neanche un secondo. Di aver colto ogni attimo, ogni emozione. Di poter dire di essere cresciuta, maturata, cambiata. Di poter dire che sono riuscita a cavarmela da sola. Di poter dire di avere appena passato l'anno più incredibile, difficile e indimenticabile.



‟ per scoprire il valore di un anno, chiedilo a uno studente che è stato bocciato all'esame finale,
per scoprire il valore di un mese, chiedilo a una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto,
per scoprire il valore di una settimana, chiedilo a un padre lavoratore,
per scoprire il valore di un' ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando per vedersi,
per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha perso il treno, l'autobus o l'aereo,
per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto ad un incidente,
per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo a un atleta che alle olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.
Il tempo non aspetta nessuno. Raccogli ogni momento che ti rimane, perche ha un grande valore. Condividilo con persone importanti e diventerà ancora più importante. 
-Anonimo



 


I.

mercoledì 15 maggio 2013

TIME FLIES

L'altro giorno mio fratello ha compiuto 18 anni. Diciotto. 'Il grande passo'. L'inizio dell'età adulta. Il giorno speciale.
..in realtà quando compi 18 anni non cambia molto. Non è che ti svegli e ti senti diverso. No. Non c'è niente che scatta, nessuna svolta. L'unica cosa è che ora devi rendere conto delle tue azioni non solo a mamma e papà, ma anche a tutti gli altri, anche allo Stato. Hai delle responsabilità più grandi.
Ma non credo che tu te ne renda conto subito. Ci vuole tempo, ci vogliono le delusioni, le porte in faccia, le cadute, a ricordarti che non sei più un bambino. Allora, piano piano, ti accorgerai che qualcosa è cambiato. Il tuo ruolo è cambiato. E anche il tuo modo di vedere il mondo deve farlo.

Mentre guardavo mio fratello spegnare le candeline, mi sono improvvisamente resa conto di quanto il tempo voli. Ieri eravamo due piccoli mostriciattoli, oggi invece siamo quasi entrambi adulti.
Tutti diciamo 'il tempo corre', 'il tempo non aspetta'.
Tutti abbiamo fretta, vogliamo risparmiare tempo.
L'unica risorsa che ancora non riusciamo a controllare, a riprodurre, a plasmare: non possiamo fermarlo, non possiamo riavvolgerlo. Scorre inesorabile e silenzioso, incidendo sulle nostre vite più di ogni altra cosa.
Tutti ce ne rendiamo conto, ma tendiamo a ignorare questa situazione. Ci spaventa.
Tutti spesso sprechiamo il nostro tempo. Tutti. Nessuno escluso.
Lo sprechiamo ogni giorno.
Lo sprechiamo quando non siamo in movimento.
E per movimento non intendo lo spostamento fisico, ma i nostri cambiamenti.
Conoscere cose nuove porta a un cambiamento.
Quando resti incastrato in una grigia e noiosa routine, sei fermo. Stai sprecando il tuo tempo.
Quando hai paura di sperimentare, paura di sognare, sei fermo.
Ma il tempo no. Lui non si ferma mai. E nessuno te lo darà indietro.

Quando una giornata non è sprecata?
Quando a letto la sera puoi dire di aver fatto qualcosa di nuovo. Una nuova esperienza, nuove emozioni.
Quando puoi dire di aver visto un pezzetto di mondo che ieri non conoscevi. Anche minuscolo, basta una piccola cosa.
Quando sei un exchange student, che sia per tre, sei o nove mesi, devi poterlo dire tutti i giorni. Devi vivere ogni giorno.

Ho fatto una lista, si chiama 'Living-in-the-USA bucket list'. È l'elenco di tutte le cose che voglio fare quando sarò negli Stati Uniti. Tutte quelle che mi vengono in mente, dalle più stupide alle più importanti. Sono davvero tantissime, e ogni giorno aggiungo qualcosa. Per spuntare tutta la lista ho solo nove mesi. Nove mesi?! Sono niente. Credo che non mi basterebbe neanche una vita intera.
Per questo mi sono resa conto di quanto non sprecare il mio tempo sia importante. Perchè un'esperienza cosi non puoi fare altro se non viverla fino in fondo.
Non puoi fare altro che lasciarti travolgere.
Non puoi fare altro che assorbire ogni palpito, ogni emozione.

Partirai che sarai un foglio bianco, un film in bianco e nero.
Dovrai tornare assomigliando al miglior colossal mai esistito. Con storie emozionanti, commuoventi ed esilaranti. Con i colori più vividi e i migliori effetti speciali.
Dovrai tornare a casa con un bagaglio enorme di sogni realizzati.
Dovrai tornare a casa con la sola voglia di ripartire.



I.

sabato 11 maggio 2013

A BIG THANK YOU.

Questo post vorrei dedicarlo alle due persone che, con i loro sacrifici e le loro fatiche, mi hanno fatta diventare la ragazza che sono oggi, mi hanno dato l'opportunità di diventare un exchange student.

Grazie per avermi insegnato ad essere curiosa.
Grazie per avermi fatto viaggiare, conoscere.
Grazie per darmi un appoggio ogni giorno.
Grazie per essere stati presenti in ogni momento, per essere sempre dalla mia parte.
Grazie per avermi dato dei valori, per avermi insegnato a distinguere tra giusto e sbagliato.
Grazie per avermi insegnato a credere in me stessa e nelle mie capacità.
Grazie per avermi insegnato a non avere paura dei cambiamenti.
Grazie per avermi insegnato a inseguire i miei sogni.
Grazie per avermi dato tutte le possibilità.
Grazie per avermi insegnato a fare delle scelte.
Grazie per avermi insegnato che la mia opinione conta.
Grazie per sopportarmi tutti i giorni da ormai 17 anni.
Grazie perchè, nonostante per voi sia difficile lasciarmi andare, mi avete sostenuto nella mia scelta di vivere un anno all'estero.
Grazie perchè so che voi ci sarete sempre e comunque.

Grazie.
Non ve lo dirò mai abbastanza.
Come non vi dirò mai abbastanza che vi amo con tutto il mio cuore.

Quindi grazie mamma, grazie papà.

dedicato a Bruno e Alessandra.



I.

giovedì 9 maggio 2013

EXTREMELY FAR BUT INCREDIBLY CLOSE

Distanze.
Si può conservare un rapporto di amicizia, di amore, quando ci si trova separati da un oceano?
Si possono provare le stesse emozioni, le stesse sensazioni, anche se i giorni passano senza vedersi, senza parlarsi?
Frasi famose, aforismi, citazioni raccontano che tutto questo è possibile.
Raccontano che se i legami sono forti allora possono resistere contro il tempo, contro le distanze.
Raccontano che se solo le persone non cambiassero, allora nemmeno l'amicizia o l'amore potrebbero.
Raccontano che se si continuasse a chiamarsi o a scriversi messaggi si potrebbe essere aggiornati sulla vita dell'altra persona e si potrebbe dire 'io ti ho ascoltato', 'io ti ho consigliato'.
Ma la verità è diversa.
La verità è che i legami, con il tempo, diventano sempre più sottili, sempre più fragili.
La verità è che le persone cambiano, si trasformano, diventano altre persone che nemmeno tu conosci più.
La verità è che un 'ti ho ascoltato' o un 'ti ho consigliato' non potranno mai sostituire un 'ci sono stato', un 'ti ho guardato negli occhi e ti ho capito', un 'sono qua e ci sarò finchè vorrai'.
La verità è un'altra, ma spesso è più facile illudersi.
Illudersi che niente cambierà.
Illudersi per trovare il coraggio di staccarci dalle persone che amiamo.
Illudersi per sentirsi meno egoisti.
Illudersi perchè la vita ci sembri un po' più facile.
Illudersi per poi riuscire a capire che possiamo andare avanti da soli, un passo dopo l'altro.

Durante un intero anno da exchange student non si può passare le ore su skype o al cellulare, a cercare di mantenere uguali rapporti a miglia di distanza. Bisogna metterli in pausa, uscire a crearne di nuovi, altrettanto fantastici, altrettanto forti.
Non si può restare attaccati ai vecchi ricordi, bisogna crearne di nuovi, ancora più indimenticabili.
Perchè una cosa è sicura sulle distanze: sono rivelatrici.
Grazie a loro capiremo finalmente chi con noi è protagonista della nostra vita e chi invece è solo di passaggio, come una scritta sulla sabbia.

dedicato ad A.

I.

mercoledì 8 maggio 2013

BE BRAVE: LIVE.

Che cos'è la paura?
La paura è istinto.. viscerale, incontrollabile istinto. Istinto di sopravvivenza, istinto di difesa.
La paura è buio, nulla, è l'infinito rincorrersi di scuse e occasioni perse.
La paura è una maschera.
La paura è necessità, istinto di conservazione.
La paura è intrisa in ogni cosa che facciamo, in ogni scelta.
Ci sono paure comuni, come la paura del buio, la paura di affezionarsi, la paura di essere deboli. La paura dell'ignoto, della fine, degli addii. La paura di sognare.
Ma la paura più diffusa è chiamata dagli psicologi METATHESIOFOBIA: la paura dei cambiamenti.
Non esiste paura peggiore di questa. Lei ti costringe a rimanere incastrato in un lavoro che non ti piace, in una relazione che ti consuma. Ti costringe a rimanere attaccato a dei valori in cui ormai non credi più, ti fa perdere occasioni, rende la tua vita grigia, monotona.
Perchè abbiamo questa paura?
Semplice, perchè abbiamo il terrore di fallire, di rimanere soli, di non avere più l'appiglio sicuro, il rifugio, l'appoggio sotto i piedi. Il terrore di non avere la forza di rialzarci.
Abbiamo paura di rischiare, paura di volare, paura di vivere.

Io il coraggio l'ho trovato, non so bene come, ma una mattina era li. Mi tendeva la mano e mi ricordava che gli unici limiti nella vita sono quelli che noi poniamo a noi stessi.
Perchè alla fine è questo che vuol dire essere un exchange student: avere coraggio.
Coraggio di cambiare vita, amici, paese.
Coraggio di cambiare se stessi, di credere in se stessi.
Coraggio di adattarsi.
Coraggio di fare delle scelte.
Coraggio di crescere.
Coraggio di coprire la distanza che separa la persona che sei da quella che vorresti essere.
Coraggio di rischiare, volare, vivere.

Essere un exchange student significa avere il coraggio di inseguire e realizzare i propri sogni.

Perchè il prossimo anno sarà il più bello della nostra vita.
Ma anche il più difficile.
Il più doloroso.
Il più indimenticabile.

I.

martedì 7 maggio 2013

lunedì 6 maggio 2013

GOODNIGHT FOLKS!

Uno dei punti della mia 'AMERICAN BUCKET LIST' è andare a vedere un concerto country, e la mia mamma americana ha promesso di portarmici! <3
Loro sono dei veri e propri appassionati e mi hanno assicurato che non posso considerarmi una vera MICHIGAN-GIRL se non divento country addicted! ;)

Tutti insieme la settimana scorsa sono andati a sentire il concerto di Kenny Chesney, cantante che io non conoscevo ma che merita davvero! In più lo scopo era raccogliere fondi per le famiglie che hanno perso tutto nelle inondazioni che poche settimane fa hanno colpito il Michigan.. come si suol dire 'uniamo l'utile al dilettevole' !

Questa è Reality, ascoltatela!

http://youtu.be/_sD2BjnbveM

GOODNIGHT!

I.

Vicksburg, MICHIGAN

Ed ecco a voi (voi chi poi.. nessuno starà leggendo quello che scrivo)... RULLO DI TAMBURI!
Le foto della mia host family e della mia futura casa!

HOME




FAMILY 


DOGS


SCHOOL



I JUST CAN'T WAIT TO BE THERE!

I.





SOMETHING ABOUT ME

Mi sono appena resa conto che non vi ho ancora raccontato niente di me! 
Partiamo dalle cose basilari..
Mi chiamo Ilaria Giustacchini, ho quasi 17 anni e vivo a Verona.
Sono una ragazza molto sportiva, la mia passione è la BMX Racing, che pratico da ormai 12 anni. Amo la neve e lo snowboard, sono malata di X-factor e di shopping online (I LOVE ASOS) - non per questo disdegno una camminatina per negozi - .
Ho un fratello, Tommaso, di 18 anni che è la mia spina nel fianco ma contemporaneamente l'unico uomo che in tutta la mia vita non mi deluderà mai.

Ecco un elenco delle prime cose che mi sono venute in mente su di me:
  1. amo il mio motorino
  2. amo la mia gatta Engine - guai a chi dice che i gatti neri portano sfortuna! -
  3. amo qualsivoglia tipo di bigiotteria - mia mamma dice che ormai sembro un vucumprà - 
  4. amo i cappelli di lana - ne ho una montagna -
  5. amo leggere libri
  6. amo il mio I-Phone
  7. amo viaggiare
  8. amo incontrare persone nuove
  9. amo studiare le lingue straniere 
  10. amo parlare inglese
  11. odio le verdure cotte
  12. odio la maggior parte degli insetti - soprattutto le cimici -
  13. odio le doppiefacce
  14. odio la mia intolleranza ai latticini e allo zucchero
  15. ho il fidanzato più dolce del mondo - ..non parliamo di quanto sarà dura lasciarlo in Italia -
  16. sono super permalosa
  17. in casa mia non abbiamo avuto la televisione finchè non sono stata in 2° media
  18. ho scritto una BUCKET LIST delle cose che voglio fare negli Stati Uniti
  19. .. ne ho scritta una anche di quelle che voglio fare prima di partire
  20. NON VEDO L'ORA DI VIVERE IN AMERICA
questa sono io ;)


BMX <3


 SNOWBOARD <3


 FAMILY <3


A <3



Credo che sia abbastanza per ora!

KISSESSS

I. 

domenica 5 maggio 2013

'THAT CALL'

Hi guys, prima di farvi vedere le foto della mia famiglia americana, voglio raccontarvi di come mi è arrivata la grande notizia..
Era un tranquillo martedì di Febbraio, classica giornata a scuola, pranzo fuori con gli amici.. niente di che.
Ma appena arrivata a casa, ricevo la telefonata che ogni exchanger teme e aspetta di più, la telefonata che inizia con: 'Ciao ti chiamo perchè abbiamo trovato una famiglia per te!'
Tutti sapete (o potete immaginare) quanta ansia mi avesse messo l'attesa..
Però oltre alla trepidazione, il mio stato d'animo prevalente era terrore pure.
Il terrore di finire in Alaska o in una famiglia con cui non mi fossi trovata bene.
Il terrore perchè conoscere la mia famiglia significava che era tutto vero, stavo davvero facendo la pazzia di andare un anno negli Stati Uniti!
Ammetto che la mia ansia era però dovuta anche ad un'altra cosa: la settimana prima un' operatrice WEP mi aveva chiesto se per me fosse un problema andare una famiglia molto religiosa.
Premettendo che non ho problemi con le persone religiose, loro hanno le loro idee e le rispetto, però io non sono cresciuta in quel modo. Non ho mai fatto catechismo, niente confessione comunione o cresima, ho partecipato alla messa solo in occasione di matrimoni, battesimi o (purtroppo) funerali.
Quindi credo possiate facilmente immaginare quanto mi spaventasse l'idea, più che altro perché non ero sicura di potermi adattare al loro stile di vita, e avevo paura di trovarmi in contrasto con il loro modo di pensare. Cioè in fondo io non so neanche cosa voglia dire essere molto religiosi! Bisogna dire la preghiera prima dei pasti? Andare a messa tutte le domeniche? HELP!
Dopo una lunga telefonata con le operatrici WEP in cui mi spiegavano come la chiesa fosse parte integrante della cultura americana, mi raccontavano storie di ragazzi che la pensavano come me e che ora seguivano un corso doposcuola di 'lettura della Bibbia' e blablabla.. mi ero rassegnata e stavo cominciando a prepararmi psicologicamente a diventare una suora di clausura.
E invece successe tutt'altro! Durante quella fatidica chiamata mi dissere che la mia famiglia viveva a Vicksburg (un paesino di 3000 persone nel sud del Michigan), ed era composta da mamma Carolyn, papà Brian e tre figli Michael (16) Riley (21) e Andy (24). Tutti quanti vanno in motocross e hanno il pistino dietro casa! Giocano anche a tennis, pallavolo e football, fanno wakeboard sui laghi e hanno uno di quei mega camper/camion con cui girano un po' ovunque..
Ah in più hanno tre odorabili e pelosissimi cani.
Sono un po' dei matti ma sono la famiglia perfetta per me!

Credo che ci sarà da divertirsi, quindi..

STAY TUNED!

I.

COUNTDOWN

Quando ho parlato per la prima volta con i miei genitori di voler fare il quarto anno all'estero, sembrava una cosa molto lontana.. si una bella idea ma non pensavo di trovare il coraggio di renderla reale, lasciando qua tutta la mia vita per fare questo 'salto nel vuoto'. 
E invece adesso sono qui, e mancano solo 100 giorni alla partenza! 
Dire che mi sto agitando vi assicuro che è riduttivo..

I.


sabato 4 maggio 2013

CHEERS

Hi everyone!
- anzi forse dovrei dire 'NO-ONE' visto che probabilmente nessuno si metterà mai a leggere il mio blog -
Comunque mi chiamo Ilaria e sono qua per tenere un diario delle mia esperienza di EXCHANGE student negli Stati Uniti. Mi aspettano (anzi ci aspettano) nove mesi tra i gli orsi polari, visto che la mia famiglia ospitante vive nel Michigan, verso il confine con il Canada!
Vi dico solamente che sono previsti una cosa come venti tornado all'anno, neve praticamente da Ottobre ad Aprile e bufere che chi ne ha più ne metta!

STAY TUNED!

I.