Diary of an italian wannabe-writer teenager.

Here is a sneak peek into my dreams, my thoughts, my fears, my hopes.. a sneak peek into my world. I'm gonna talk about whatever comes to my mind, whatever I either love, hate or just feel like I have something to say about. It's gonna be random. It's gonna be sarcastic. It's gonna be harsh, sad, ruthless, disorganized. It's gonna be me.
Hope you enjoy it.

Feel free to comment.

I.

mercoledì 15 maggio 2013

TIME FLIES

L'altro giorno mio fratello ha compiuto 18 anni. Diciotto. 'Il grande passo'. L'inizio dell'età adulta. Il giorno speciale.
..in realtà quando compi 18 anni non cambia molto. Non è che ti svegli e ti senti diverso. No. Non c'è niente che scatta, nessuna svolta. L'unica cosa è che ora devi rendere conto delle tue azioni non solo a mamma e papà, ma anche a tutti gli altri, anche allo Stato. Hai delle responsabilità più grandi.
Ma non credo che tu te ne renda conto subito. Ci vuole tempo, ci vogliono le delusioni, le porte in faccia, le cadute, a ricordarti che non sei più un bambino. Allora, piano piano, ti accorgerai che qualcosa è cambiato. Il tuo ruolo è cambiato. E anche il tuo modo di vedere il mondo deve farlo.

Mentre guardavo mio fratello spegnare le candeline, mi sono improvvisamente resa conto di quanto il tempo voli. Ieri eravamo due piccoli mostriciattoli, oggi invece siamo quasi entrambi adulti.
Tutti diciamo 'il tempo corre', 'il tempo non aspetta'.
Tutti abbiamo fretta, vogliamo risparmiare tempo.
L'unica risorsa che ancora non riusciamo a controllare, a riprodurre, a plasmare: non possiamo fermarlo, non possiamo riavvolgerlo. Scorre inesorabile e silenzioso, incidendo sulle nostre vite più di ogni altra cosa.
Tutti ce ne rendiamo conto, ma tendiamo a ignorare questa situazione. Ci spaventa.
Tutti spesso sprechiamo il nostro tempo. Tutti. Nessuno escluso.
Lo sprechiamo ogni giorno.
Lo sprechiamo quando non siamo in movimento.
E per movimento non intendo lo spostamento fisico, ma i nostri cambiamenti.
Conoscere cose nuove porta a un cambiamento.
Quando resti incastrato in una grigia e noiosa routine, sei fermo. Stai sprecando il tuo tempo.
Quando hai paura di sperimentare, paura di sognare, sei fermo.
Ma il tempo no. Lui non si ferma mai. E nessuno te lo darà indietro.

Quando una giornata non è sprecata?
Quando a letto la sera puoi dire di aver fatto qualcosa di nuovo. Una nuova esperienza, nuove emozioni.
Quando puoi dire di aver visto un pezzetto di mondo che ieri non conoscevi. Anche minuscolo, basta una piccola cosa.
Quando sei un exchange student, che sia per tre, sei o nove mesi, devi poterlo dire tutti i giorni. Devi vivere ogni giorno.

Ho fatto una lista, si chiama 'Living-in-the-USA bucket list'. È l'elenco di tutte le cose che voglio fare quando sarò negli Stati Uniti. Tutte quelle che mi vengono in mente, dalle più stupide alle più importanti. Sono davvero tantissime, e ogni giorno aggiungo qualcosa. Per spuntare tutta la lista ho solo nove mesi. Nove mesi?! Sono niente. Credo che non mi basterebbe neanche una vita intera.
Per questo mi sono resa conto di quanto non sprecare il mio tempo sia importante. Perchè un'esperienza cosi non puoi fare altro se non viverla fino in fondo.
Non puoi fare altro che lasciarti travolgere.
Non puoi fare altro che assorbire ogni palpito, ogni emozione.

Partirai che sarai un foglio bianco, un film in bianco e nero.
Dovrai tornare assomigliando al miglior colossal mai esistito. Con storie emozionanti, commuoventi ed esilaranti. Con i colori più vividi e i migliori effetti speciali.
Dovrai tornare a casa con un bagaglio enorme di sogni realizzati.
Dovrai tornare a casa con la sola voglia di ripartire.



I.

sabato 11 maggio 2013

A BIG THANK YOU.

Questo post vorrei dedicarlo alle due persone che, con i loro sacrifici e le loro fatiche, mi hanno fatta diventare la ragazza che sono oggi, mi hanno dato l'opportunità di diventare un exchange student.

Grazie per avermi insegnato ad essere curiosa.
Grazie per avermi fatto viaggiare, conoscere.
Grazie per darmi un appoggio ogni giorno.
Grazie per essere stati presenti in ogni momento, per essere sempre dalla mia parte.
Grazie per avermi dato dei valori, per avermi insegnato a distinguere tra giusto e sbagliato.
Grazie per avermi insegnato a credere in me stessa e nelle mie capacità.
Grazie per avermi insegnato a non avere paura dei cambiamenti.
Grazie per avermi insegnato a inseguire i miei sogni.
Grazie per avermi dato tutte le possibilità.
Grazie per avermi insegnato a fare delle scelte.
Grazie per avermi insegnato che la mia opinione conta.
Grazie per sopportarmi tutti i giorni da ormai 17 anni.
Grazie perchè, nonostante per voi sia difficile lasciarmi andare, mi avete sostenuto nella mia scelta di vivere un anno all'estero.
Grazie perchè so che voi ci sarete sempre e comunque.

Grazie.
Non ve lo dirò mai abbastanza.
Come non vi dirò mai abbastanza che vi amo con tutto il mio cuore.

Quindi grazie mamma, grazie papà.

dedicato a Bruno e Alessandra.



I.

giovedì 9 maggio 2013

EXTREMELY FAR BUT INCREDIBLY CLOSE

Distanze.
Si può conservare un rapporto di amicizia, di amore, quando ci si trova separati da un oceano?
Si possono provare le stesse emozioni, le stesse sensazioni, anche se i giorni passano senza vedersi, senza parlarsi?
Frasi famose, aforismi, citazioni raccontano che tutto questo è possibile.
Raccontano che se i legami sono forti allora possono resistere contro il tempo, contro le distanze.
Raccontano che se solo le persone non cambiassero, allora nemmeno l'amicizia o l'amore potrebbero.
Raccontano che se si continuasse a chiamarsi o a scriversi messaggi si potrebbe essere aggiornati sulla vita dell'altra persona e si potrebbe dire 'io ti ho ascoltato', 'io ti ho consigliato'.
Ma la verità è diversa.
La verità è che i legami, con il tempo, diventano sempre più sottili, sempre più fragili.
La verità è che le persone cambiano, si trasformano, diventano altre persone che nemmeno tu conosci più.
La verità è che un 'ti ho ascoltato' o un 'ti ho consigliato' non potranno mai sostituire un 'ci sono stato', un 'ti ho guardato negli occhi e ti ho capito', un 'sono qua e ci sarò finchè vorrai'.
La verità è un'altra, ma spesso è più facile illudersi.
Illudersi che niente cambierà.
Illudersi per trovare il coraggio di staccarci dalle persone che amiamo.
Illudersi per sentirsi meno egoisti.
Illudersi perchè la vita ci sembri un po' più facile.
Illudersi per poi riuscire a capire che possiamo andare avanti da soli, un passo dopo l'altro.

Durante un intero anno da exchange student non si può passare le ore su skype o al cellulare, a cercare di mantenere uguali rapporti a miglia di distanza. Bisogna metterli in pausa, uscire a crearne di nuovi, altrettanto fantastici, altrettanto forti.
Non si può restare attaccati ai vecchi ricordi, bisogna crearne di nuovi, ancora più indimenticabili.
Perchè una cosa è sicura sulle distanze: sono rivelatrici.
Grazie a loro capiremo finalmente chi con noi è protagonista della nostra vita e chi invece è solo di passaggio, come una scritta sulla sabbia.

dedicato ad A.

I.

mercoledì 8 maggio 2013

BE BRAVE: LIVE.

Che cos'è la paura?
La paura è istinto.. viscerale, incontrollabile istinto. Istinto di sopravvivenza, istinto di difesa.
La paura è buio, nulla, è l'infinito rincorrersi di scuse e occasioni perse.
La paura è una maschera.
La paura è necessità, istinto di conservazione.
La paura è intrisa in ogni cosa che facciamo, in ogni scelta.
Ci sono paure comuni, come la paura del buio, la paura di affezionarsi, la paura di essere deboli. La paura dell'ignoto, della fine, degli addii. La paura di sognare.
Ma la paura più diffusa è chiamata dagli psicologi METATHESIOFOBIA: la paura dei cambiamenti.
Non esiste paura peggiore di questa. Lei ti costringe a rimanere incastrato in un lavoro che non ti piace, in una relazione che ti consuma. Ti costringe a rimanere attaccato a dei valori in cui ormai non credi più, ti fa perdere occasioni, rende la tua vita grigia, monotona.
Perchè abbiamo questa paura?
Semplice, perchè abbiamo il terrore di fallire, di rimanere soli, di non avere più l'appiglio sicuro, il rifugio, l'appoggio sotto i piedi. Il terrore di non avere la forza di rialzarci.
Abbiamo paura di rischiare, paura di volare, paura di vivere.

Io il coraggio l'ho trovato, non so bene come, ma una mattina era li. Mi tendeva la mano e mi ricordava che gli unici limiti nella vita sono quelli che noi poniamo a noi stessi.
Perchè alla fine è questo che vuol dire essere un exchange student: avere coraggio.
Coraggio di cambiare vita, amici, paese.
Coraggio di cambiare se stessi, di credere in se stessi.
Coraggio di adattarsi.
Coraggio di fare delle scelte.
Coraggio di crescere.
Coraggio di coprire la distanza che separa la persona che sei da quella che vorresti essere.
Coraggio di rischiare, volare, vivere.

Essere un exchange student significa avere il coraggio di inseguire e realizzare i propri sogni.

Perchè il prossimo anno sarà il più bello della nostra vita.
Ma anche il più difficile.
Il più doloroso.
Il più indimenticabile.

I.

martedì 7 maggio 2013

lunedì 6 maggio 2013

GOODNIGHT FOLKS!

Uno dei punti della mia 'AMERICAN BUCKET LIST' è andare a vedere un concerto country, e la mia mamma americana ha promesso di portarmici! <3
Loro sono dei veri e propri appassionati e mi hanno assicurato che non posso considerarmi una vera MICHIGAN-GIRL se non divento country addicted! ;)

Tutti insieme la settimana scorsa sono andati a sentire il concerto di Kenny Chesney, cantante che io non conoscevo ma che merita davvero! In più lo scopo era raccogliere fondi per le famiglie che hanno perso tutto nelle inondazioni che poche settimane fa hanno colpito il Michigan.. come si suol dire 'uniamo l'utile al dilettevole' !

Questa è Reality, ascoltatela!

http://youtu.be/_sD2BjnbveM

GOODNIGHT!

I.

Vicksburg, MICHIGAN

Ed ecco a voi (voi chi poi.. nessuno starà leggendo quello che scrivo)... RULLO DI TAMBURI!
Le foto della mia host family e della mia futura casa!

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I JUST CAN'T WAIT TO BE THERE!

I.